18 dicembre 2009

Gli operai Piaggio in mostra.

Per tutti gli appassionati, riporto il seguente articolo (correlato da alcune fotografie) pubblicato su IL TIRRENO lo scorso 14.12.2009.

Gente di Piaggio in mostra: niente vip, l'omaggio è per i lavoratori.

Nessun divo del cinema in sella a una Vespa. Nessuna immagine delle celebri campagne pubblicitarie che, di generazione in generazione e slogan dopo slogan, hanno messo in moto e fatto accelerare la fortuna commerciale del marchio. Per una volta, il glamour Piaggio è messo da parte e si guarda all'officina, lì dove tutto comincia.

Linea montaggio Vespa 1950

Agli operai, agli uomini alle prese col lavoro di fabbrica, alle linee di montaggio, ai reparti e agli uffici. La mostra "Gente di Piaggio. 200 immagini per riconoscersi" da febbraio sarà nella sala per le esposizioni temporanee del Museo Piaggio, ma un'anteprima dell'esposizione sarà ospitata dalla Fondazione Piaggio di Pontedera dal 19 dicembre al 30 gennaio e sarà collocata sotto il carroponte della sala centrale del museo, un luogo-simbolo dello stabilimento. Le foto, scattate dagli anni '30 agli anni '80, sono un omaggio ai lavoratori, oltre che una testimonianza.

Foto millionesima Vespa 1956

"Nel 2010 - spiega il presidente della Fondazione Piaggio Tommaso Fanfani - il Museo Piaggio festeggia i dieci anni di attività. È un anniversario importante, volevamo festeggiarli come si deve. Abbiamo pensato di dare voce e spazio, appunto, alla"gente di Piaggio". Ai tantissimi che in Piaggio hanno lavorato per anni".


Catena montaggio Vespa ET3 1970-1980

Ci vediamo tutti alla mostra!!

24 novembre 2009

Quartiere Coppedè, Roma - Itinerari culturali... in Vespa.

Roma è una città ricca di tesori, patrimoni artistici e naturali di straordinaria eccellenza è offre al turista, anche al più improvvisato, la certezza di un “viaggio nel passato” che poche capitali al mondo possono vantare.

Tuttavia, alcuni luoghi “ricchi di fascino” della Città Eterna sono meno conosciuti e meno frequentati dai turisti che, per svariate motivazioni, preferiscono (ovviamente) dedicare il proprio tempo ai monumenti ed ai musei più conosciuti, simboli della capitale in tutto il mondo, come: la Basilica di San Pietro, i Fori Imperiali, il Colosseo, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna… solo per citarne alcuni.
Uno di questi luoghi meno frequentati dal turismo di massa è sicuramente il Quartierè Coppedè: un progetto artistico-architettonico realizzato nei primi decenni del secolo passato dall’architetto e scultore fiorentino Gino Coppedè, dal quale prende il nome: un’area situata tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento.
Così, mosso dalla curiosità e invogliato da un soleggiato sabato mattina senza impegni in agenda, decido di dedicare questa estemporanea vespistica alla visita del quartiere.
Il nucleo principale dell’opera, composto da diciassette villini e ventisei palazzine disposte intorno al nucleo centrale di piazza Mincio, venne ultimato nel 1921. L’architetto fiorentino nella progettazione del “quartiere”, come era nel suo stile, mischiò al repertorio italiano dei secoli passati differenti stili decorativi in voga all’epoca in Europa, come il Liberty e l’Art Déco, dando vita ad un paesaggio unico e suggestivo.

I villini caratterizzati da archi, torrette, reggifiaccole in ferro battuto, circondati da una gradevole vegetazione, si confondono con edifici che richiamano elementi che vanno dallo Stile Liberty all’Art Déco con variazioni sul Barocco e sul Manierismo, piuttosto che dal Medioevo alla Grecia antica.
L’ingresso principale del quartiere Coppedè, dal lato di via Tagliamento è rappresentato da un grande arco, decorato da molteplici elementi architettonici asimmetrici, che unisce due palazzi.
Poco prima dell’arco si trova un’edicola con una statua di Madonna con Bambino, proteso ad accogliere il visitatore, che resta colpito inevitabilmente dalla maestosità dell'architettura d'ingresso e attratto dall'intersecarsi dei volumi scultorei della struttura. Sotto l’arco, oltre a due balconi, si trova un grande lampadario in ferro battuto.
Superato l’arco si giunge a piazza Mincio, centro del quartiere, in mezzo alla quale si trova la Fontana delle Rane. La bella fontana è costituita da una vasca centrale con quattro coppie di figure appesantite dallo scorrere del tempo, ognuna delle quali sostiene una conchiglia sulla quale si trova una rana che zampilla acqua all’interno della vasca. Dal centro della fontana si innalza una seconda vasca il cui bordo è sormontato da altre otto rane.
Inoltre, elementi caratteristici della piazza e dell’intero “quartiere” sono il Villino delle Fate e la Palazzina del Ragno.
Il primo rappresenta una mirabile commistione di stili, come molteplici sono i materiali utilizzati per la sua costruzione: marmo, laterizio, travertino, terracotta, vetro, ferro battuto e legno; la seconda, invece, è caratterizzata dalla facciata con archi asimmetrici sormontati da un faccione scolpito di chiara ispirazione assiro-babilonese, sotto il quale si può notare il ragno.
Per la sua particolare architettura il “quartiere” Coppedè fu scelto dal regista Dario Argento come sfondo per alcune scene dei suoi film Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo.

Alla prossima uscita... in Vespa, naturalmente!

30 ottobre 2009

Halloween 2009

"Nella collina solitaria, irta di croci sull’occidente imporporato, dove non odesi mai canto di vendemmia, né belato d’armenti, c’è un’ora di festa, quando l’autunno muore sulle aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta.
Allora la folla si riversa chiassosa nei viali ombreggiati di cipressi, e gli amanti si cercano dietro le tombe…"

Tratto da “La festa dei morti” di Giovanni Verga.

Qualunque cosa tu decida di fare per festeggiare Halloween... comunque, Remember to ride !!

26 ottobre 2009

Do you have them all? # 5

Le belle e colorate Vespette raffigurate in questo post sono state presentate al Tokyo Wonder Festival (festival delle meraviglie) o “Wonfes”, un evento annuale giapponese dedicato all'esposizione e alla vendita di “garage kits”, ovvero sculture e modellini in resina raffiguranti “anime” e personaggi dei videogiochi, ma anche altre creature mostruose e “Mecha” (robot presenti in numerose opere di fantasia, dalla letteratura ai manga o anime, come Goldrake, Mazinga, Gundam e tanti altri ancora).
In generale, si tratta di modellini estremamente curati e ricchi di dettagli , spesso pezzi unici (o quasi) perché prodotti da abili artigiani. Gli artisti più talentuosi espongono nei “wonder showcase”, dove avidi collezionisti sono disposti a pagare profumatamente questi capolavori prodotti in modeste quantità o serie limitate.

I coloratissimi scooter a due ruote fungono da mezzo di locomozione per le Figma, piccole e belle action figures completamente dinoccolabili della Max Factory.

Alla prossima!!


08 ottobre 2009

Sentinelle/Sentinels

A fine settembre, la frequenza di un corso tenutosi in provincia di Mantova, e più precisamente a Castiglione delle Siviere, mi ha dato modo di visitare anche Sirmione (comune della provincia di Brescia) il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda. Divisione cromaticamente ben raffigurata sul display del mio Tom Tom che, in dialetto foggiano, mi suggerisce la strada da percorrere per raggiungere il centro: una piccola freccia procede perpendicolarmente su una lingua di colore marrone posta al centro di due strisce azzurre. Ho subito pensato alla scena del film “I dieci comandamenti” in cui Mosè (interpretato da un indimenticabile Charlton Heston), con l’esercito egiziano che insegue gli ebrei in fuga con solo il mare davanti a loro, apre le braccia e per volontà divina le nuvole si addensano in mezzo alle acque e dividono il mare in due muraglie, fra le quali è possibile arrivare all'altra riva del Mar Rosso.
Così, sano e salvo, anche io arrivo a destinazione.
Parcheggio l’auto, è sera ed è buio.
Sarà il Castello Scaligero, magnificamente illuminato, a darmi il benvenuto in questa bella cittadina a forte vocazione turistica. Ora l’illuminazione cambia e cambierà ancora: prima gialla, poi rossa e blu, poi verde… come in uno strepitoso spettacolo pirotecnico.

La mia attenzione viene “catturata” da una curiosa installazione posizionata al centro della piazza antistante l’ingresso al Castello. Leggo il cartello esplicativo che recita: Sentinelle/Sentinels, i Suricati, noti anche come sentinelle, sono animali sempre all’erta che vivono in gruppo nel deserto, definiti i “guardiani ecologici del nuovo millennio”.
Mi metto in posa al centro del gruppo e scatto una foto ricordo.

L’installazione, continuo a leggere, è opera del Cracking Art Group, un movimento composto da sei artisti, italiani e stranieri, che dal 1993, anno di nascita, evidenzia l’intenzione di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale ed ambientale utilizzando innovative materie plastiche riciclate.
Il movimento mi incuriosisce e decido, così, di fare qualche piccola ricerca sul web per ritrovarmi sul loro sito http://www.crackingartgroup.com/. Tra le loro opere ne “scopro” anche una del 2006 dedicata alla Vespa, intitolata “Cazzo che Vespa!” (quì sotto) e realizzata per partecipare alla mostra itinerante “Vespa: Arte Italiana”, allestita per celebrare i sessanta anni dello scooter made in Italy.

E’ proprio vero che tutte le strade portano a Vespa ;).

Salutotutti!!