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21 giugno 2011

Estate 2011

Oggi, 21 giugno, prende ufficialmente il via la stagione estiva e delle sospirate vacanze...



Per quanto mi riguarda, le mie (di vacanze) avranno inizio a fine luglio... Si torna in Puglia, a Taranto... in famiglia ...al mare nostrum!!

Per il momento mi godo la Città Eterna svuotata del traffico e, quasi, quasi, naufragar m'é dolce in queste strade anche se sto andando a lavorare!!!

Buone vacanze a tutti, a chi parte e a chi resta!


P.S.: L'illustrazione è tratta dal sito di Manfredo Haeberli, un'artista Svizzero che dal 2002 si dedica al disegno naif con matite colorate ...


06 agosto 2009

Istantanee # 6

Summer is creeping up and I can't wait.
Vespa, beach, traveling, family and friends!

Istantanea: "Summer holidays around the World".
Modellino Vespa-riders e young travellers della Preiser, scala HO 1:87
Vespa PX
Collezione privata.

Enjoy!!


09 luglio 2009

Intervallo post # Pantelleria

Questo “intervallo post” merita una pausa più lunga e qualche cartolina in più; vuoi per la durata della vacanza, vuoi per le emozioni che questo viaggio ci ha regalato.
E’ proprio vero quello che si legge su Pantelleria, la “perla nera” di origine vulcanica al centro del Meditteraneo: è un isola che puoi amare o odiare, senza alcun compromesso.
Il nostro, è stato amore a prima vista… il classico colpo di fulmine!
Quest’isola, situata, più vicina alle coste tunisine che siciliane, ci ha offerto una settimana da favola.

Dammuso 1

“E’ domenica, tardo pomeriggio: l’atterraggio è dolce, nonostante il vento forte e le difficoltà che una pista come quella dell’aeroporto pantesco può serbare. L’aereo raggiunge la zona parcheggio e, a piedi, percorrendo pochi passi, entriamo nel piccolo aeroporto a conduzione familiare (questa è l’impressione) e aspettiamo la consegna dei bagagli che arrivano dopo pochi minuti di attesa.
Solo una porta scorrevole separa questa area dall’inizio della nostra vacanza, una sola uscita presidiata, in maniera discreta, da un finanziere.
Incontriamo Andrea, il nostro contatto sull’isola, nonché proprietario del dammuso (tipica abitazione pantesca e simbolo della sua civiltà contadina) che abbiamo preso in affitto, il quale, dopo aver reso gli onori di casa, ci accompagna a destinazione in località Bugeber.

Vista sul Lago di Venere
Da qui, la vista sul Bagno dell’Acqua, meglio noto come Lago di Venere (Venere veniva qui , dice la leggenda , a specchiarsi prima dei suoi incontri galanti con Bacco), un laghetto costiero all’interno di un cratere spento e alimentato da calde sorgenti sotterranee, ci toglie il respiro offrendoci uno spettacolo che ci fermiamo a rimirare a lungo per svelarne appieno tutte le sfumature.
Per scoprire l’isola in lungo e in largo noleggiamo una Citroën Mehari di colore rosso-arancio, una piccola autovettura anni ’70 con la carrozzeria in termpoplastica (o vetroresina), che estremizza appieno il concetto di spartanità in linea con quella che scopriremo poi essere la caratteristica principale dell’isola.

Mehari
L’isola, di fatto, è spartana… per molti tratti selvaggia e offre poche comodità al turista abituato al “bar e all’ombrellone”.
E’ agli arabi che si deve il nome “bint el-Rhir”, la figlia del vento. Un nome non scelto a caso perché Pantelleria è sempre battuta dal vento forte, vento che ci farà compagnia per tutta la durata della vacanza e, in maniera insistente, soprattutto nei primi giorni.
Approfittiamo del meteo non troppo favorevole per fare delle escursioni nel cuore dell’isola, la Favara Grande, una piana dall’aspetto particolarmente selvaggio, dove vapori bollenti escono dai crepacci e dalle grotte naturali sparse un po’ ovunque e l’odore di rosmarino e finocchietto selvatico rende l’aria piacevolmente profumata . La Montagna Grande (che con i suoi 836 metri di altezza rappresenta la vetta più alta dell’isola) è quasi nascosta dalle nuvole oscure spinte dal vento. Ma non pioverà!!

Coltivazioni nei pressi della Favara Grande

Abbiamo qualche difficoltà con le indicazioni turistiche relative ai luoghi da visitare, a volte assenti mentre altre volte completamente illeggibili.
Attraversiamo ancora piccoli borghi e località dai nomi arabeggianti come Gadir, Sibà, Khamma, Kartibugal e Rekale, solo per citarne alcuni.
Pantelleria, ci dicono, è una terra povera di piogge ma fertilissima grazie ai depositi vulcanici e, per questi motivi, votata all’agricoltura e non alla pesca come verrebbe più facile immaginare.
Per proteggere le coltivazioni dal vento forte, le viti vengono interrate in piccole cavità, gli agrumeti protetti da alti muretti e gli ulivi vengono potati in modo che i rami restino bassi tanto da sembrare dei bonsai.

Terrazzamenti

Capperi!

Giardino pantesco

Uva Zibibbo - futuro passito

La natura dell’isola offre paesaggi molto variegati, dove vasti terrazzamenti di vigneti e capperi (gli “ori” di Pantelleria) si alternano alla tipica macchia mediterranea – punteggiata da fiori gialli e lilla – verdi cespugli e boschi di pini, ginepri e lecci dell’entroterra montano.
Il contrasto cromatico, a volte, mi fa pensare a certe immagini elaborate al computer con programmi ad hoc, tali da renderle quasi surreali.
Quando il vento soffia forte ci sono alcuni luoghi sull’isola dove, comunque, è possibile fare il bagno; calette appartate perfette per lo snorkeling e le immersioni o, più semplicemente, per godere del sole e abbronzarsi un po’.
Il “Laghetto delle Ondine” in località Punta Spadillo è uno di questi luoghi suggestivi: una piscina naturale raggiungibile a piedi destreggiandosi (soprattutto nell’ultimo tratto) fra gli scogli, collegata al mare aperto da un piccolo passaggio, una vera e propria oasi in cui fare il bagno in un'atmosfera di assoluta tranquillità e relax.

Il Laghetto delle Ondine


Per dirla tutta, Punta Spadillo con la sua macchia mediterranea, che si staglia tra le rocce laviche come uno smeraldo incastonato su una pietra preziosa, ed il suo faro a salvaguardare le imbarcazioni in navigazione, è uno dei luoghi che più ci ha affascinato.

Vegetazione a Punta Spadillo
Il faro di Punta Spadillo

Sull’isola le strade asfaltate si contano sulle dita di una mano e non ci sono spiagge; le località balenabili si raggiungono percorrendo lunghi tratti di strada e sentieri sterrati, e solo dopo aver lasciato la strada principale dell’isola, chiamata “perimetrale” (un tour lungo 45 chilometri), costruita per motivi bellici durante il ventennio fascista.
Tuttavia, quando si arriva a destinazione, il panorama e il mare ripagano appieno dei piccoli disagi (già messi in conto) affrontati, come quando raggiungiamo le rocce di Balata dei Turchi, ideali per sdraiarsi a prendere il sole o l’Arco dell’Elefante, una splendida scultura naturale che somiglia incredibilmente ad un grande pachiderma immerso con la sua proboscide a dissetarsi nel limpidissimo tratto di costa sottostante.

L'Arco dell'Elefante


Vegetazione presso Balata dei Turchi

Per godere Pantelleria a 360° è necessario, tuttavia, circumnavigarla e per questo motivo è opportuno utilizzare una imbarcazione. Al porto del paese c’è ne sono per tutti i gusti. Noi abbiamo scelto di fare il giro turistico imbarcandoci sulla “Futura”.

Futura e Futura 2

Ciao... da Pantelleria (al porto)

Un motopeschereccio convertito a “giro isola” che, nel tempo, è stato affiancato da una seconda imbarcazione chiamata “Futura 2”. Franco, il proprietario di questa piccola impresa familiare, si dimostrerà innanzitutto un attento marinaio ma anche un abile intrattenitore, un cabarettista, un cantante, uno chef, un adulatore, sempre pronto a pescare dal cilindro il coniglio che non ti aspetti. Durante il tour, mai noioso, Franco non faceva altro che ripetere che averlo scelto voleva dire di aver scelto di partecipare ad un party invece che a un funerale (riferendosi al silenzioso andare di altre barche).
Abbiamo avuto modo, così, di ammirare un susseguirsi di cale, promontori e grotte, pareti che si elevano ad altezze spettacolari o multicolori di tufi, ossidiana e basalto di località Saltalavecchia.

Saltalavecchia
Ormai la vacanza volge al termine.
Decidiamo così di concederci una cena romantica presso il ristorante “La Vela” a Scauri.
Il posto è molto pittoresco e i tavoli sono sistemati a pochi metri dal mare…Ottima la cucina e il conto che troveremo “ragionevole”.
E' domenica ormai, il giorno della partenza. Comunque programmiamo di trascorrere le ultime ore di relax al “Laghetto delle Ondine” perché questo luogo ci è proprio piaciuto…
Pantelleria è un isola diversa, ricca di contrasti, un posto dove pensiamo di ritornare.
Altre cartoline...

Fico d'india

Colors

Colors 2

Dammuso solitario

Dammuso e vaso arancio

Salutotutti!!

26 luglio 2008

Fino all'Oceano... in Vespa

L’estate, intesa come periodo di vacanza, per me deve ancora arrivare.
Mancano due settimane di lavoro prima delle agognate ferie da trascorrere al paesello natio.
Nessuna destinazione chissà dove… appunto.
Mare cristallino, sole, cucina tipica alla poverella e brevi escursioni qua e là in compagnia degli amici di sempre. Questi sono gli ingredienti!!
Il “viaggio”, anche se breve, lo farò alla fine di settembre, periodo fourrier di date importanti, in ordine: il mio onomastico, il mio compleanno e l’anniversario di nozze (il primo).
La destinazione?
E’ un segreto.
Tuttavia, questo periodo (luglio/agosto) va da se che è sempre stato meno denso di impegni lavorativi o, per meglio dire, meno stressante per chi rimane. In particolar modo a Roma.
La Capitale si svuota ed andare a lavoro diventa quasi piacevole. La sera, invece, c’è solo l’imbarazzo della scelta per la lista di eventi che offre.
Per questo motivo riesco a dedicare molto più tempo a me stesso. Ore di svago che dedico alla mia Gittì ed ai miei hobby. In questo periodo, per esempio, mi piace leggere molto, soprattutto i libri acquistati durante l’inverno e lasciati a svernare sui ripiani della libreria.
Ora sto leggendo “Viaggio con Charley” di John Steinbeck.
Bello!!
Invece, ho finito da poco di leggere “Fino all’Oceano in Vespa” di Roberto Masiero, edito da Webster Press.

Lucia Vianello, a proposito del libro, scrive:

"Moto è una bella parola. C'e' dentro musica scoppiettante e aria di libertà. L'emozione di cavalcare entrambe. Moto è una bella parola, ma Vespa è mito. Mito di fedeltà e tradimento. E se il mito è uno, mille sono i modi di prenderlo a prestito. Una Vespa infatti non si possiede mai. Come una relazione amorosa è bene prenderla per quello che è. C'e' un momento quando si sale sulla Vespa, in cui si stacca il piede da terra.La strada si mette a correre e i piedi si posano come su un tappeto di novità. Si sta in una posizione composta, di spettatori fidenti...
Così ho cominciato a leggere Fino all’Oceano, e lo spettacolo ha avuto inizio. Ho sentito il mare e il sole, la gente e la sua umanità, il senso dell’amicizia che l’avventura di un viaggio mette a prova. Aspettative, delusione, euforie e meditazioni, asfalti e prati, poliziotti, gommisti e ristoratori, donne e lingue straniere mi hanno spesso lasciata col fiato sospeso. Ho trovato anche talento, talento letterario, intendo. Linguaggio avvincente, sonoro, visivo, a volte cinematografico, altre introspettivo. Qualità buone per le parole e per i gesti. Unione di sensi. Che danno senso alla vita.”
Buona lettura!!